Movimentosordo Project ad Imperia, Teatro de l'Attrito, 2/3/4 ottobre 2015

Fausto Balbo si occupa di musica e suono. Da anni costruisce sculture sonore ma il suo interesse maggiore è diretto verso lo studio delle Otoemissioni spontanee, sperimentando l'uso delle D.P.O.A.E. (Distortion Product Otoacoustic Emission). Carlos Ferrando i Bellés spagnolo di nascita e italiano d'adozione, dopo un primo momento dedicato alla sperimentazione e all'uso della ceramica come mezzo espressivo sviluppa un linguaggio artistico inedito, utilizzando come medium la decontestualizzazione della fotografia. L'incontro fra Fausto e Carlos ha fatto sì che si sviluppasse il Progetto dal titolo MOVIMETOSORDO. Immagine e Suono dunque: mondi diversi ma paralleli. Movimentosordo project ci trascina in un'onda sconosciuta che ha eco cinematografiche, l'Apocalisse nel deserto di Werner Herzog potrebbe essere il punto zero nel quale si incontrano le emissioni acustiche di Fausto Balbo e le visioni surreali pregne di input di Carlos Ferrando, che insieme un po' come due druidi in un racconto dell'Aleph di Borges, dopo aver vissuto molte vite ed imparato altrettante lingue si esprimono unicamente attraverso un modo nuovo del "dire" libero da ogni precedente dottrina. Movimentosordo project non si può associare a nulla se non a se stesso, forse.

Silvia Celeste Calcagno

Recensioni:

Albenga Corsara a cura di Alfredo Sgarlato. Leggi


Linfa Magazine, a cura di Giovanni Cammalleri.


Movimentosordo Project ad Albissola Marina (SV), Galleria Eleutheros, 13 settembre/11 ottobre 2014

L’evento di cui sono protagonisti Fausto Balbo e Carlos Ferrando i Bellés ha il fascino empirico della pura sperimentazione. Vengono esposte “sculture fotografiche ad infrasuoni” con le immagini che si fondono con le frequenze stesse e talvolta le celano. Chi vi si accosta viene coinvolto nell’ascolto mentre percepisce grazie ad un monitor i movimenti visibili che si creano. Ne scaturisce “un nuovo linguaggio del vedere e del sentire", contestualizzato in uno scenario duale (immagine e suono) ove interagiscono molteplici fattori di percezione. Nello scenario di allestimento si percepisce un’atmosfera, di potente suggestione, spogliata però delle emozioni più immediate e dunque banalizzanti. Un’atmosfera di ancestrale bellezza formale, specifica di uno spazio vissuto ed interpretato dall’opera d’arte, ove la forma è la sintesi del materiale elaborato sottilmente dai sensi, nella concretezza oggettiva delle sue proprietà fisiche. L’oggettività è data dagli esiti dinamici i cui elementi restituiscono una sorta di racconto. L’evento - esperimento costituisce in senso lato conoscenza sensibile ed è un importante momento di riflessione sulla necessità di arricchire i canoni teorici dell’estetica.

Agostino Berta

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